Agnolotti alla piemontese o del plin

Gli agnolotti alla piemontese detti anche ravioli del plin come dicono il nome è una pasta originaria del Piemonte, conosciuta in Italia e non solo per la sua semplicità e bontà.

Naturalmente ogni paese e paesello farcisce questa pasta fresca secondo la propria tradizione, seguendo anche un condimento particolare. Nel caso degli agnolotti alla piemontese questi vengono riempiti con un sugo di carne (manzo e maiale) e verza.


Ingredienti per 4
  • 500 gr di farina bianca
  • 300 gr di carne di manzo macinata
  • 150 gr di salsiccia
  • 150 gr di parmigiano reggiano
  • 100 gr di polpa di maiale
  • 5 uova
  • 1 verza piccola
  • 1 bicchiere di Barolo
  • 1 tazza di latte
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 panino raffermo
  • Olio q.b.

Tempo di preparazione:
Tempo di cottura:

Ravioli del plin o agnolotti alla piemontese

  1. Tritate finemente la cipolla con la carota e il sedano e fateli appassire in una casseruola con due cucchiai di olio. Tritate la carne di maiale in piccolissimi pezzetti e aggiungeteli al tegame, rosolando a fuoco vivace.
  2. Abbassate poi la fiamma e unite la carne macinata e la salsiccia, sbriciolandola con le mani. Girate il tutto, aggiustando di sale e pepe, e sfumando col vino rosso.
  3. Cuocete a fiamma bassa per 20 minuti. Nel frattempo pulite la verza, riducetela in sottili listarelle che unirete al composto di carni, bagnando con un ramaiolo di acqua calda. Ponete il coperchio e proseguite la cottura a calore moderato, finchè la verza non sarà quasi disfatta. Scolate allora il ripieno in un colino a fitte maglie, raccogliendo il sugo di cottura in un tegamino.
  4. Mettete il pane raffermo a rinvenire in poco latte, strizzatelo e aggiungetelo all’impasto, trasferendo il tutto dal colino a una ciotola, e girando per amalgamare gli ingredienti.
  5. Preparate quindi la pasta: su di una spianatoia fate un cratere nella farina, aggiungete le uova e cominciate a impastate con le dita.
  6. Aggiungete, se necessario, un cucchiaio di olio e lavorate con forza fino a ottenere una pasta soda ed elastica. Avvolgetela nella pellicola e fate riposare per 15 minuti.
  7. Stendetela poi col matterello infarinato, dividendo la pasta in due sfoglie che tirerete molto sottili. Ottenete due strisce uguali. Fate con il ripieno delle palline grosse quando una nocciola e ponetele, a giusta distanza l’una dall’altra in modo che, coprendo con la seconda sfoglia, si ottengano dei quadratini, ritagliati con l’apposito attrezzo, al centro dei quali vi è il ripieno. Dopo aver premuto bene i bordi, lessateli, scolateli dopo 5 minuti di bollitura, e conditeli con il sugo messo da parte, del ripieno che avrete riscaldato a calore molto basso.
  8. Accompagnate infine gli agnolotti alla piemontese con abbondante Parmigiano grattugiato e portate in tavola caldissimo.
  9. Se in stagione, vengono gustati accompagnati da ottimo tartufo fresco tagliato finissimo.
  10. Come di ogni pasta ripiena, anche degli agnolotti esistono molte varianti: da quelli di riso e carni, originari di Canavese, a quelli di selvaggina e invidia brasata. Naturalmente su tutte le varianti, l’aggiunta del tartufo, la cui produzione locale è rinomata nel mondo, conferisce al piatto un sapore assolutamente unico e inconfondibile.

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Consigli

  • Se non avete l’attrezzo giusto per tagliare la pasta, potete utilizzare la rotella della pizza.
  • vini migliori per abbinare gli agnolotti alla piemontese sono i rossi di medio corpo, i grandi DOC di Langhe e Roero. Fra i migliori: il Grignolino di Monferrato Casalese DOC; il Grignolino d’Asti Doc o anche un Ruché di Castagnole Monferrato Docg.

Stagione ideale

Ideale d’inverno e autunno.

Idee e varianti

Qualche notizia in più sugli agnolotti

L’origine di questo tipo di pasta detta agnolotti è da ricercare nelle campagne del Piemonte dove le casalinghe per non buttare via nulla frequentemente preparavano questa pasta fresca a forma di quadratini riempita di carne avanzata dai giorni primi.


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